Martin Englisch (BEA) sulle origini ENplus® e sul futuro del pellet

Negli ultimi quindici anni, ENplus® è cresciuto dall’essere solo un’idea ambiziosa fino a diventare il principale schema di certificazione del pellet di legno al mondo. Poche persone hanno seguito da vicino questa trasformazione quanto Martin Englisch, del BEA Institut für Bioenergie GmbH.

Quando hai iniziato ad occuparti di ENplus® e com’è stata la tua esperienza in questi 15 anni?

Il mio coinvolgimento in ENplus® risale a circa 16 anni fa, quando lo schema ancora non esisteva formalmente. Facevo parte del gruppo di lavoro che stava sviluppando un sistema di certificazione armonizzato che sostituisse i vari standard nazionali già esistenti in Paesi come Austria, Germania, Svezia, Italia e Francia.

Nel 2010 ha preso vita il primo manuale ENplus®, basato sui nuovi standard tecnici europei (EN) per i biocombustibili solidi. A quel tempo non esistevano ancora le norme internazionali (ISO) sul pellet, che sono state sviluppate successivamente, prendendo ampiamente spunto dal successo di quelle europee.

Oggi ENplus® è un sistema consolidato e in continuo miglioramento, grazie al coinvolgimento di un’ampia gamma di stakeholder ed esperti tecnici, ma ai suoi inizi lo schema ENplus® è stato realizzato in condizioni piuttosto improvvisate. Io e Christian Rakos (oggi Presidente della World Biomass Association) abbiamo viaggiato negli Stati Uniti, dalla Georgia al North Carolina, per promuovere l’idea e coinvolgere i grandi produttori di pellet statunitensi. Durante quel viaggio abbiamo abbozzato alcune parti chiave del manuale: io guidavo mentre Christian scriveva sul portatile. Ne è nata la bozza del primo Manuale ENplus®.

Per istituire un sistema di verifiche professionale e credibile, nel 2011 abbiamo organizzato in Austria il primo corso di formazione per ispettori ENplus®, in collaborazione con Holzforschung Austria e VTT Finland. L’iniziativa fu supportata dal programma Intelligent Energy Europe della Commissione europea e fu un successo. Da allora la formazione degli ispettori è proseguita in modo strutturato e continuo: ad aprile 2026 si terrà la 32a sessione di formazione per ispettori ENplus®.

 

Rispetto a quei giorni, com’è cambiato il mercato del pellet e qual è stato il contributo di ENplus®?

Oggi ENplus® è riconosciuto a livello globale e, di fatto, in molti mercati è considerato lo standard di riferimento per il pellet domestico, è ormai un prerequisito fondamentale per i produttori seri, e ha notevolmente migliorato la qualità del pellet nei principali mercati mondiali.

Tuttavia, questo successo ha anche generato una nuova sfida: poiché la certificazione ENplus® è ormai percepita come il livello minimo accettabile, diventa difficile per le aziende dimostrare la qualità superiore del proprio pellet. Questo sta portando allo sviluppo di marchi locali o di altri sistemi di certificazione, per differenziarsi, con il rischio di frammentare il mercato.

Storicamente molti schemi di certificazione sono stati progettati per proteggere alcuni mercati specifici o un numero limitato di produttori, spesso con approcci protezionistici nazionali o regionali. Al contrario, ENplus® ha cercato di armonizzare in un unico sistema armonizzato gli schemi di certificazione di vari Paesi e regioni, permettendo al pellet di affermarsi come commodity standardizzata.

Allo stesso tempo, questo approccio esercita una certa pressione sui produttori che non hanno accesso a materie prime di alta qualità o a tecnologie produttive all’avanguardia.

 

Oggi quali sono le sfide principali dei produttori e dei distributori di pellet?

Oggi il pellet è diventato una commodity globale e i prezzi sono determinati nei principali mercati internazionali, ma la disponibilità e il costo delle materie prime rimangono fattori regionali. Ciò può portare a situazioni locali in cui la produzione diventa economicamente difficile, costringendo gli operatori a rifornire i propri clienti con ridotti margini di guadagno, in condizioni commerciali difficili.

Per i produttori, le sfide principali derivano dalla disponibilità, dal costo e dalla qualità delle materie prime.

Per i distributori, invece, le difficoltà maggiori riguardano le forti fluttuazioni di domanda e offerta, che possono variare sensibilmente di anno in anno. Ampie capacità di stoccaggio sono quindi essenziali, ma queste richiedono investimenti sostanziosi e un aumento complessivi dei costi di gestione.

Una particolare criticità è rappresentata dalla concorrenza di produttori o distributori che offrono prezzi più bassi, a scapito della qualità del servizio o della stabilità delle forniture.

 

E per il futuro? Come vedi il mercato europeo tra cinque anni?

Sono ottimista e mi aspetto che, globalmente, il mercato continui a crescere. Il pellet offre una soluzione di riscaldamento relativamente economica, comoda, efficiente e sostenibile, e questi vantaggi dovrebbero essere sempre più riconosciuti da decisori politici, stakeholder e ONG nell’ambito della transizione energetica.

Nei prossimi anni, una sfida importante consisterà nell’aumentare l’accettazione del pellet con parametri di qualità diversi, ad esempio con contenuti di cenere più elevati ENplus® A2), in modo da ampliare la base e la disponibilità di materie prime a cui fare ricorso ed evitare che diventino un fattore limitante nel breve periodo.

Per affrontare questa sfida, l’Europa dovrà utilizzare una gamma più ampia di biomasse disponibili localmente. Ciò contribuirà a sostenere la produzione regionale di pellet, a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento e a ridurre la dipendenza da un numero limitato di materie prime.