Campo di applicazione della certificazione e requisiti generali dello schema5

No.

Lo schema ENplus® è strettamente concentrato sulle caratteristiche tecniche del pellet; ciò include i requisiti relativi alla materia prima utilizzata, alla produzione del pellet, alla sua movimentazione, commercio e al sistema aziendale di gestione della qualità.

Per dimostrare la sostenibilità e la riduzione delle emissioni di carbonio, le aziende nel settore del pellet possono utilizzare altri schemi di certificazione che sono principalmente focalizzati su questo aspetto: ad esempio, schemi volontari che garantiscono la conformità alla Direttiva UE RED III.

La definizione del “campo di applicazione” della certificazione ha l’obiettivo di individuare e uniformare l’individuazione delle “attività critiche d’impresa” svolte dalle aziende certificate ENplus®.

Il campo di applicazione della certificazione definisce tre tipi fondamentali di aziende: Produttori, Distributori e Fornitori di servizi.

Per la certificazione da Distributori vengono individuate tre tipologie di attività: commercio di pellet sfuso, commercio di pellet confezionato e commercio di pellet sfuso senza contatto fisico.

C’è una differenza tra attività critiche d’impresa “sempre incluse nel campo di applicazione” e attività critiche d’impresa “incluse nel campo di applicazione solo dopo l’ispezione”.

Le attività critiche sempre incluse nel campo di applicazione della certificazione corrispondono a quelle attività critiche d’impresa che sono incluse automaticamente nello scopo del certificato, indipendentemente dal fatto che vengano svolte o meno dall’azienda al momento dell’ispezione. Nel caso in cui l’azienda inizi a svolgere queste attività tra un’ispezione e l’altra, non è richiesta alcuna ispezione aggiuntiva.

Esempio: Un Distributore di pellet sfuso avvia le attività di commercio senza contatto fisico dopo la regolare ispezione ENplus®. Poiché il commercio senza contatto fisico è incluso automaticamente nel campo di applicazione della certificazione, non è richiesta alcuna ispezione aggiuntiva.

Le attività critiche incluse nel campo di applicazione solo dopo l’ispezione sono quelle attività che richiedono un’ispezione prima di poter essere incluse nello scopo del certificato.

Esempio: un Distributore di pellet sfuso avvia l’attività di consegna di piccola taglia dopo la regolare ispezione ENplus®. Poiché l’attività di consegna di piccola taglia può essere inclusa nel campo di applicazione solo dopo un’ispezione, l’Organismo di certificazione deve effettuare un’ispezione e integrare il certificato aziendale, prima che l’attività certificata possa iniziare.

Un certificato sospeso significa che, a sospensione vigente, l’azienda non è autorizzata a produrre o vendere pellet utilizzando il marchio ENplus®. Assicurati di controllare lo stato del certificato dei fornitori!

Sì.

Lo standard ENplus® ST 1001 include requisiti per le infrastrutture e fa riferimento anche ai depositi di pellet e alla protezione dall’umidità e dalle contaminazioni.

Pertanto, gli stoccaggi di pellet devono essere inclusi nel campo di applicazione.

Sì. Il nuovo standard ENplus® ST 1001 consente di includere nel campo di applicazione della certificazione i distributori automatici, ossia macchine automatizzate self-service, generalmente operative 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che permettono agli utenti finali di acquistare pellet sfuso.

Certificazione multisito1

L’azienda che richiede la certificazione multisito non deve necessariamente essere un’unica entità giuridica. Non deve nemmeno essere collegata da rapporti di proprietà: la certificazione multisito può essere applicata anche a un gruppo di aziende indipendenti.

Tuttavia, per essere riconosciuta come “azienda multisito”, l’organizzazione deve dimostrare di avere: (a) attività in più siti, (b) la capacità di identificare e distinguere i siti e “l’ufficio internazionale” e (c) la possibilità di dimostrare che l’ufficio internazionale esercita un controllo gestionale su determinati aspetti delle operazioni complessive, definiti dagli standard ENplus®. L’ambito di tale controllo gestionale è definito nello Standard ENplus® 1001.

Conformità del sacco, dell’etichettatura e del confezionamento9

La certificazione ENplus® conferisce alle aziende certificate il diritto di confezionare il pellet certificato in sacchi recanti il marchio di qualità ENplus®.

Tutte le grafiche delle confezioni ENplus® devono essere preventivamente approvate dall’Ufficio ENplus® competente.

Tutte le informazioni relative all’approvazione delle grafiche delle confezioni e ai requisiti applicabili sono disponibili nello Standard ENplus® ST 1003.

Il requisito stabilisce che qualsiasi grafica dei sacchi utilizzata per confezionare pellet certificato ENplus® debba essere approvata preventivamente dall’Ufficio ENplus® competente.

L’azienda che deve richiedere l’approvazione della grafica della confezione all’Ufficio ENplus® competente, detta “titolare della grafica della confezione”, è quella il cui codice ID ENplus® compare sul sacco, indipendentemente dal soggetto che compie il confezionamento.

L’azienda che confeziona il pellet, se è diversa dall’azienda titolare della grafica della confezione, deve assicurarsi che questa sia stata approvata dall’Ufficio ENplus® competente.

Nel menu principale del sito web ENplus®, clicca sul pulsante “Certificazioni” e poi seleziona la scheda “Produttori” o “Distributori”. Scorri verso il basso per visualizzare l’elenco delle aziende certificate, clicca sul nome dell’azienda di tuo interesse per vedere le informazioni relative al suo modello d’impresa, lo stato della certificazione, l’indirizzo e le grafiche delle confezioni approvate. Se clicchi su una grafica della confezione, potrai visualizzarla nel dettaglio.

Puoi anche accedere al profilo di un’azienda tramite la barra di ricerca rapida situata in alto a destra nella pagina iniziale del sito web ENplus®, inserendo il nome dell’azienda oppure il relativo codice ID ENplus®.

Entrambi.

Il “titolare della grafica della confezione” è in ultima istanza responsabile che il pellet confezionato nella propria confezione sia conforme a quanto indicato dalla grafica della confezione stessa.

Quando il titolare della grafica della confezione concede ad un’altra azienda l’autorizzazione a confezionare il pellet nella propria grafica, deve garantire attraverso un efficace meccanismo contrattuale che la grafica della confezione venga utilizzata in conformità ai requisiti ENplus®.

L’azienda che confeziona il pellet (non titolare della grafica della confezione) deve garantire che il pellet confezionato sia conforme alle informazioni riportate sulla grafica.

Le “informazioni incluse nella grafica della confezione” comprendono tutti gli elementi presenti sulla grafica, come la classe di qualità ENplus®, il diametro del pellet, le caratteristiche del combustibile e tutte le “informazioni aggiuntive”, quali specie legnosa, origine geografica, schemi di certificazione forestale, ecc.

Tutte le informazioni riportate sulla grafica devono essere accurate, verificabili e non fuorvianti. Al momento dell’approvazione della grafica, l’azienda deve fornire all’Ufficio ENplus® evidenze sufficienti della conformità del pellet alle dichiarazioni riportate e la verifica di conformità è parte integrante del processo di approvazione della grafica.

La grafica della confezione deve essere conforme alla normativa applicabile. ENplus® non è responsabile della conformità legislativa delle grafiche delle confezioni, né può essere ritenuto responsabile del loro contenuto. L’azienda certificata è l’unica responsabile della propria grafica ed è tenuta a svolgere la dovuta diligenza richiesta dalla normativa applicabile.

Ogni grafica di prodotto che riporti il marchio di qualità ENplus® deve essere preventivamente approvata dall’Ufficio ENplus® competente.

L’Ufficio ENplus® competente riceve la domanda di approvazione della grafica, la valuta e, quando la grafica è conforme ai requisiti ENplus®, rilascia l’approvazione unitamente a un codice di approvazione della grafica della confezione.

Il codice di approvazione viene rilasciato per ogni singola grafica e per ogni sua versione, e deve essere utilizzato nella documentazione di consegna. Pertanto, è importante che ogni grafica di prodotto disponga del proprio codice di approvazione.

L’azienda che confeziona il pellet deve includere nella grafica della confezione, un numero di serie.

La norma non prescrive alcun formato specifico per il numero di serie: può essere un codice numerico o alfanumerico, un codice a barre o anche un codice QR. La norma non richiede che un cliente o un utilizzatore finale sia in grado di “decodificare” il numero di serie. Tuttavia, il numero di serie deve consentire all’azienda di identificare:

  1. Il soggetto responsabile del confezionamento del pellet, compreso il sito di confezionamento;
  2. La data e il luogo del confezionamento.

Il numero di serie deve inoltre essere stampato direttamente sul sacco (etichette o adesivi non sono accettati).

La grafica della confezione ENplus® deve sempre includere una chiara identificazione del titolare della grafica, che includa ragione sociale, indirizzo esteso, sito web.

Il Titolare della grafica della confezione può decidere di includere nella grafica anche i riferimenti ad un’altra azienda. Tuttavia, deve risultare in modo chiaro e inequivocabile chi detenga la responsabilità ENplus® della qualità del pellet e dell’utilizzo della grafica ENplus®.

No.

Lo standard richiede che il numero di serie sia parte integrante della confezione. Quindi non può essere applicato sul pallet, né sul singolo sacco.

Tutte le informazioni incluse nella grafica della confezione devono inoltre essere stampate direttamente sul sacco. Questo garantisce che le informazioni non possano essere modificate o rimosse nelle fasi successive del processo di commercializzazione.

L’azienda è autorizzata a riportare sulla grafica della confezione “informazioni aggiuntive” sulle proprietà del pellet.

Queste possono essere presentate utilizzando i valori soglia dello schema ENplus®, oppure utilizzando valori più restrittivi (v. ENplus® ST 1003 e ENplus® ST 1001).

La scelta di utilizzare valori soglia o più restrittivi spetta all’azienda Titolare della grafica della confezione. Pertanto, l’azienda ha anche la piena responsabilità della conformità del pellet rispetto a tali valori.

Al momento dell’approvazione della grafica, l’azienda deve fornire all’Ufficio ENplus® competente le analisi di un laboratorio riconosciuto ENplus® che confermino la conformità del pellet. Le analisi devono essere effettuate da un Organismo di analisi ENplus® nell’ambito del processo di certificazione.

Anche al momento del confezionamento l’azienda deve garantire che il pellet sia conforme ai valori più restrittivi. Ciò deve essere confermato dalle analisi più recenti effettuate da laboratori autorizzati ENplus®.

Quando il pellet viene approvvigionato da un’altra azienda certificata ENplus®, il Titolare della grafica della confezione e/o l’azienda responsabile del confezionamento devono richiedere i risultati delle analisi al produttore che fornisce il pellet.

Quando il pellet confezionato proviene da diversi siti, i risultati di tutte le analisi devono essere conformi ai valori più restrittivi.

Quando il confezionamento viene effettuato da un’azienda certificata ENplus® diversa dal Titolare della grafica della confezione su autorizzazione di quest’ultimo, sia il Titolare della grafica della confezione sia l’azienda che effettua il confezionamento devono garantire la conformità.

Controlli sulle consegne, sulla logistica e sulla catena di approvvigionamento5

Il nuovo standard ENplus® ST 1001 non definisce uno specifico tipo di documentazione di consegna per le informazioni obbligatorie relative al pellet in uscita.

La definizione di “documentazione di consegna” corrisponde a “una bolla di consegna, un documento di carico oppure una fattura (proforma), utilizzate singolarmente o in combinazione, sono esempi di documentazione di consegna” – vedi ENplus® ST 1001.

Tuttavia, ciò dovrebbe essere chiaramente comunicato al cliente e il cliente dovrebbe essere consapevole di quale tipo di documentazione di consegna contenga i requisiti obbligatori previsti dallo standard ENplus®.

Il distributore che effettua consegne di piccola taglia deve includere nella documentazione di consegna i “difetti evidenti” dell’area di stoccaggio dell’utente. Tali difetti sono descritti nelle Linee guida ENplus® sullo stoccaggio applicabili nel rispettivo Paese di consegna.

L’obiettivo è garantire che, al momento della consegna, siano registrate le informazioni utili nel caso di un successivo reclamo qualità.

Lo standard ENplus® ST 1001 richiede che la documentazione di consegna del pellet confezionato includa il codice di approvazione della grafica della confezione. La documentazione ENplus® (ENplus® ST 1001, ENplus® ST 1003, ENplus® PD 2003) definisce un sistema di approvazione della grafica della confezione basato su codici univoci di approvazione. Questi codici sono assegnati dall’Ufficio ENplus® di riferimento al “Titolare della grafica della confezione”, come parte del processo di approvazione della grafica.

Quando l’azienda utilizza un numero di articolo interno (codice prodotto), può indicarlo nella documentazione di consegna, al posto del codice di approvazione della grafica della confezione. È comunque necessario che sia sempre garantita una chiara identificazione della grafica della confezione all’interno della documentazione di consegna.

No.

Lo standard ENplus® ST 1001 richiede che la documentazione di consegna del pellet confezionato includa il codice di approvazione della grafica della confezione. Pertanto, tale numero deve essere presente indipendentemente dal fatto che sia riportato o meno sul sacco.

Se il “Titolare della grafica della confezione” decide di includere il codice di approvazione della grafica della confezione nella grafica stessa, ciò sarà considerato come “informazione aggiuntiva” ai sensi della norma ENplus® ST 1003.

Il distributore può considerare il pellet acquistato come certificato ENplus® solo se il fornitore possiede una certificazione ENplus® valida (v. ENplus® ST 1001).

Per verificare che il fornitore sia certificato ENplus®, l’azienda dovrebbe:

a) Verificare che la documentazione di consegna includa il marchio di certificazione ENplus® del fornitore oppure il codice ID ENplus® del fornitore.

b) Verificare la validità della certificazione sul sito web ufficiale ENplus®.

Quando l’azienda si rifornisce regolarmente di pellet da uno o più fornitori, l’azienda deve:

a) Verificare la validità del certificato sul sito web ufficiale ENplus® al momento della prima consegna.

b) Verificare la validità del certificato sul sito web ufficiale ENplus® a intervalli regolari.

Controllo qualità, campionamento e automonitoraggio2

Lo standard ENplus® ST 1001 richiede che il pellet che supera i 40 °C non venga consegnato al consumatore finale.

Le aziende possono consegnare pellet sfuso con temperature superiori a 40 °C solo nell’ambito del commercio business to business (perciò non a consumatori finali), a condizione che la documentazione di consegna informi il cliente della temperatura elevata e includa informazioni sui rischi associati (ad esempio, combustione spontanea o emissione di monossido di carbonio).

Sì.

Quando i risultati delle analisi effettuate dall’Organismo di certificazione mostrano che il pellet non è conforme o è prossimo al valore soglia di un qualsiasi parametro, l’azienda dovrebbe attuare l’automonitoraggio per quel parametro specifico.

Quando il pellet non è conforme, un incremento dell’automonitoraggio fa parte delle possibili azioni correttive per risolvere la non conformità maggiore (v. ENplus® ST 1002).

Quando il pellet analizzato è vicino ai valori soglia, l’aumento dell’automonitoraggio è definito come un’azione preventiva per affrontare un’osservazione e prevenire una possibile non conformità.

L’automonitoraggio può diminuire dopo la verifica dell’Organismo di certificazione, che confermi il miglioramento delle prestazioni del pellet.

Processo di certificazione e requisiti di ammissibilità4

  1. Contattaci all’indirizzo e-mail: pelletenplus.aiel@cia.it;
  2. Seleziona un Organismo di certificazione;
  3. Compila la domanda di certificazione in base al tuo modello aziendale (produttore, distributore o fornitore di servizi) e inviala all’Organismo di certificazione scelto;
  4. Stipula il contratto con l’Organismo di certificazione selezionato;
  5. Un ispettore dell’Organismo di certificazione effettuerà un’ispezione iniziale presso tutti i siti interessati e preleverà un campione per l’analisi del pellet (se applicabile);
  6. L’Organismo di certificazione verificherà che l’azienda soddisfi i requisiti ENplus® e redigerà un Rapporto di conformità che sarà trasmesso all’azienda e all’Ufficio ENplus® competente;
  7. Se l’azienda soddisfa i requisiti, l’Ufficio ENplus® competente assegna un codice ID univoco, l’azienda firma il contratto di licenza ENplus® e l’Organismo di certificazione emette il certificato;
  8. La persona identificata come Responsabile qualità aziendale dovrà seguire un corso di formazione entro il primo anno di certificazione, e poi una volta per ogni ciclo di certificazione (3 anni).

In generale il processo può richiedere circa 2 o 3 mesi. La durata dipende dalla complessità delle attività aziendali (ad esempio, dal numero di siti) e dal livello di preparazione dell’azienda stessa e del suo personale.

La quota di licenza d’uso del marchio ENplus® è di 0,20 € per tonnellata di pellet prodotta e/o commercializzata, incluso il pellet non certificato. È previsto un costo amministrativo fisso annuale di 250 € (0 € per i soci AIEL). Deve inoltre essere riconosciuto il corrispettivo dei servizi di certificazione all’Organismo selezionato. Per conoscere quest’ultima voce di spesa, è necessario contattare direttamente gli Organismi di certificazione per conoscerne disponibilità e offerte.

Solo il pellet di legno può essere certificato ENplus®.

Registri di bilancio di massa e della tracciabilità3

L’obiettivo del bilancio di massa è fornire informazioni su tutte le transazioni di pellet effettuate dall’azienda, certificato ENplus® e non. Gli input del sistema sono frutto del processo produttivo (produttori) o dell’approvvigionamento di pellet (distributori); gli output riguardano le vendite di pellet. La differenza tra vendite e approvvigionamento (o produzione) rappresenta la quantità di pellet a magazzino.

Gli input del sistema devono essere supportati dalla documentazione di produzione e/o di approvvigionamento; gli output devono essere comprovati dai documenti di vendita.

Per ogni singola transazione, devono essere inclusi nel bilancio di massa i seguenti elementi: classe di qualità, diametro, tipologia di prodotto (pellet sfuso o confezionato), grafica della confezione (se applicabile), data della transazione, volume.

 

Il bilancio di massa deve includere le transazioni in entrata (input) relative a tutto il pellet, certificato e non. Nel caso della produzione, gli input corrispondono alla produzione di pellet, ossia al volume di pellet in uscita dal processo produttivo.

A differenza dell’approvvigionamento di pellet, non esiste una singola documentazione verificabile emessa da un soggetto esterno (ad esempio, una fattura), pertanto il volume di produzione deve essere documentato dalla documentazione interna di produzione aziendale, che deve essere verificabile e deve includere tutte le informazioni richieste nel bilancio di massa.

La documentazione interna di produzione deve assegnare alle transazioni una data o periodo specifico, definito in base alle circostanze interne di produzione, alle procedure d’inventario, ecc.

Quando l’azienda utilizza codici di prodotto interni che ricomprendono le caratteristiche del pellet specifiche e necessarie, può basare il proprio bilancio di massa sui “codici di prodotto”, purché tutte le informazioni assegnate allo specifico codice prodotto possano essere recuperate.

Subappalto e fornitori di servizi1

Si applicano in tutti i casi in cui l’azienda affida a una società esterna lo svolgimento di qualsiasi attività regolamentata dai requisiti ENplus®. Salvo casi particolari disciplinati dallo standard, la condizione per definirsi “terzisti” è che il prestatore di servizio non acquisisca la proprietà del pellet.

In linea di principio, esistono due tipi di esternalizzazione:

a) Esternalizzazione del confezionamento di pellet, della consegna di piccola taglia e dello stoccaggio di pellet sfuso presso un sito da cui viene consegnato al consumatore finale;

b) Qualsiasi altra attività regolamentata dallo standard.

Le attività indicate al punto (a) hanno un rischio maggiore in riferimento alla qualità del pellet e i terzisti devono possedere una certificazione ENplus® valida (da Produttore, Distributore o Fornitore di servizi) per l’attività svolta, oppure devono essere considerati come “siti” nell’ambito di una certificazione multisito.

L’ottenimento di una propria certificazione ENplus® rappresenta un vantaggio per il fornitore di servizi, perché può erogare il servizio a più clienti e viene ispezionato solo nell’ambito della propria certificazione ENplus®, e non anche in combinazione con le ispezioni dei propri clienti.

Infatti, se il Fornitore di servizi non possiede una propria certificazione ENplus®, verrà considerato un “sito” di ciascuna azienda cliente, e dovrà essere incluso nei piani ispettivi di ogni cliente certificato a cui egli presta servizio.

Utilizzo del marchio, del sigillo e del brand5

Il logo ENplus® e i termini “ENplus®” ed “ENplus A1®” sono registrati come marchi internazionali (ITM) ai sensi dell’Accordo e del Protocollo di Madrid presso l’Ufficio Internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO) e come marchi dell’Unione Europea (EUTM) presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO).

Ciò significa che un uso non autorizzato del marchio, o di sue parti, può costituire una violazione dei diritti di proprietà intellettuale (IPR) di Bioenergy Europe. Bioenergy Europe/EPC hanno il diritto di vietare l’uso fraudolento del logo e dei marchi ENplus®, nonché di avanzare richieste di risarcimento, quando necessario. Inoltre, i dettagli dell’uso fraudolento del marchio possono essere riportati nella Blacklist disponibile sul sito ENplus®.

Il marchio ENplus® può essere utilizzato solo se l’utilizzatore è in possesso di una valida licenza d’uso del marchio. L’Ufficio internazionale ENplus®, il DEPI e gli Uffici ENplus®, competenti sono i soggetti che possono rilasciare tale licenza.

Il marchio può essere utilizzato, ad esempio, nei materiali pubblicitari e sui sacchi. Lo standard ENplus® ST 1003 definisce le specifiche possibilità di utilizzo.

Un rivenditore di pellet in sacchi che non sia anche il titolare della grafica della confezione non può ottenere la certificazione ENplus®. Pertanto, il rivenditore di pellet in sacchi che non sia Titolare della grafica della confezione può utilizzare il marchio ENplus® secondo due opzioni alternative, sia per utilizzi di prodotto che per utilizzi fuori prodotto:

a) può richiedere l’autorizzazione all’uso del marchio ENplus® all’Ufficio ENplus® competente;

b) può ottenere un’autorizzazione scritta da un’azienda certificata ENplus®.

La principale differenza tra queste due opzioni è che l’approvazione da parte dell’Ufficio ENplus® si applica a tutto il pellet commercializzato certificato ENplus®, mentre l’autorizzazione concessa dall’azienda certificata ENplus® si applica soltanto al pellet certificato di quella specifica azienda.

I soggetti esterni alla filiera di approvvigionamento del pellet interessati a promuovere l’uso del pellet possono utilizzare il marchio ENplus® soltanto per finalità informative ed educative che non siano legate ad alcun prodotto.

La categoria degli “altri utenti” (v. ENplus® ST 1003) rappresenta un’ampia gamma di soggetti interessati, tra cui gli stessi Organismi di governo dello schema ENplus®, gli Organismi di certificazione, i produttori di caldaie e stufe, gli istituti di ricerca e le istituzioni educative, ecc.

Gli “altri utenti” non hanno bisogno di ottenere una licenza d’uso del marchio ENplus®, ma una regola molto semplice richiede loro di utilizzare il marchio in modo non fuorviante e non intenzionalmente dannoso per lo schema.

Un’azienda certificata ENplus® può autorizzare l’uso del proprio marchio ENplus® ai propri partner commerciali non certificati, in relazione ai propri prodotti certificati.

Tuttavia, tale permesso può essere concesso solo a tre tipologie di aziende (v. ENplus® ST 1003):

a) un soggetto che opera come intermediario commerciale e che non assume la proprietà del pellet sfuso scambiato (un broker)

b) un soggetto che commercializza pellet sfuso e lo vende ai consumatori finali senza contatto fisico con il prodotto

c) un rivenditore di pellet confezionato.

Questo permesso deve essere redatto in forma scritta e deve includere le condizioni e limitazioni specificate nello standard ENplus® ST 1003. In particolare, può essere utilizzato solo in relazione ai prodotti forniti dall’azienda certificata ENplus® che rilascia il permesso, e in combinazione con il relativo codice ID ENplus®.

L’azienda certificata ENplus® che rilascia l’autorizzazione deve comunicarlo immediatamente all’Organismo di certificazione e all’Ufficio ENplus® competente.